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MAFIA RENZINQUISITORIAOCCULTA ALL'ATTACCO

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  • 12 dic 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

Caro Direttore,

Non so se mentre inizia l’era Renziocculta ci sia la possibilità di una qualche iniziativa che sottragga la CALABRIA e il SUD al destino di colonia cui sono stati condannati dal 1860 con l’aggressione mafiosavoiarda programmata dall’impero britannico e condotta, nella prima fase, dal Bin Laden dell’epoca, in arte Garibaldi.

So invece che potrebbe essere questa la ragione per la quale Tu e pochi altri Spiriti Liberi siete, ancora una volta aggrediti, dietro l’apparenza della tutela da “diffamazione a mezzo stampa”. Accusa che ormai si rivela come autentica tortura del taglio della lingua (di chi ha qualcosa da dire e il coraggio di farlo valorizzando gli spazi infiniti assicurati a chi – devi Renzi, renzioidi & affini – non ha nulla da dire ma lo dice in continuazione).

Per questo spero che sia portato avanti il progetto di ulteriore taglio della lingua per via giudiziaria avviato con la Tua incriminazione ipotizzando un attentato alle virtù dello stato italiano. Ci sarà finalmente la possibilità, nel rispetto delle Leggi, a partire dalla Carta dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite e della Convenzione Europea, di denunciare la gestione coloniale del potere mafioinquisitorio nel SUD e in

CALABRIA. Con la violazione di ogni Diritto, da quello alla Vita, al Lavoro, alla Dignità, alla Salute, alla Cultura, alla Giustizia e alla Libertà. Violazione attuata sistematicamente per mantenere i Cittadini del SUD in un perenne stato di sudditanza coloniale spacciato per antimafia, distruggendo il Lavoro, le Famiglie, con le interdittive antimafia, le operazioni antimafia, i sequestri di persone in carcere e dei beni. Gli arresti degli Avvocati e la loro morte fisica e civile - in carcere per impedire persino le denunce di uno scempio continuo con il quale, come denunciamo da anni, s’è fatto un deserto coloniale e s’è chiamato antimafia. Affidandone la gestione ai Clarinetti e ai Tabaqui.

NICOLA SCALI


 
 
 

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