LA CONVENZIONE DI GINEVRA
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- 12 dic 2016
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CIRCOLO CULTURALE
REGNO DELLE DUE SICILIE
CARDINALE RUFFO DI CALABRIA

Fino dai tempi antichi si sentiva la necessità, in guerra, d’intervenire in modo concreto per dare ristoro a quei soldati che venivano feriti in battaglia, raccogliere i corpi dei caduti per dare loro degna sepoltura e inoltre far si che i contendenti trattassero in modo umano i prigionieri di guerra. Ai primordi il vincitore, indifferentemente se fosse attaccante o attaccato, comunque sfogava sul vinto la rabbia e il disprezzo, quindi per dare l’esempio si copriva delle più atroci nefandezze ponendo in essere castighi crudeli quali la crocefissione e l’impalatura. Però andando avanti, si prese coscienza e poco alla volta, con l’evoluzione dei costumi e i contatti frequenti fra i vari popoli, anche la guerra divenne più “umana”. Ma bisogna arrivare al Medioevo per notare che qualcosa, anche in questa disputa che è la contrapposizione con le armi, stava cambiando qualcosa precisamente durante le Crociate. Queste furono delle contese con i musulmani per la “liberazione” dei Luoghi Santi in Palestina, procediamo con ordine. In questa regione vissero per lungo tempo, di comune accordo e nella massima tolleranza, le tre religioni monoteiste le quali contenevano nei loro libri i principi di tolleranza e buon vicinato. Tutto ciò durò fino a quando un popolo originario del centro Asia, senza religione, invase tali territori: le tribù Turche. Questi si legarono in maggioranza alla religione musulmana però stravolgendo i dettami di tolleranza e buon vicinato, da qui incominciarono i guai. Comunque facendo un salto a pie pari arriviamo alla prima Crociata. Per dare ristoro ai pellegrini che si recavano in Terrasanta e anche per salvaguardare i combattenti feriti, oltre che per recuperare i corpi dei caduti, vennero fondate le varie confraternite di Cavalieri che costruirono dei rifugi dove potere ricoverare i feriti e alloggiare i pellegrini lungo il tragitto per raggiungere la Palestina. A tale proposito venne costituito l’Ordine dell’ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. Questi ha cambiato varie denominazioni in relazione al posto geografico dove aveva la sede fino ad assumere il nome definitivo di Cavalieri di Malta. Facendo un ulteriore balzo arriviamo fino ai giorni nostri. Lo spunto di un accordo tra le nazioni si ebbe dopo le battaglie di Solferino e San Martino dove i contendenti, austriaci, francesi e piemontesi ebbero migliaia di caduti. I defunti furono una grande quantità molti perirono per gli scontri ma la grande maggioranza decedette per le ferite avute, anche lievi, ma non ci fu la possibilità di soccorrerli, per cui, con grandi patimenti, dolore e richiesta d’aiuto morirono tra strazianti pene. A questo proposito si deve citare un personaggio, Jean Dumant, il quale dopo avere assistito ciò che produssero le su citate battaglie, interessò altre personalità illustri: Gustave Moyneier Guillaume, Henri Dufour, Louis Appia e Theodore Maunoir con le quali, nel 1863, pose in essere le basi per costituire un organismo atto al soccorso e refrigerio dei feriti, prigionieri e soprattutto recuperare le salme dei caduti; così nacque la Croce Rossa. Questo è un ente di diritto internazionale originariamente sottoscritto da dodici governi e poi esteso ad altri fino ad arrivare alla totalità delle nazioni. Da questo si ebbe lo spunto per costituire un istituto che potesse tutelare sia i militari che i civili in caso di conflitto. Ginevra fu scelta come sede per ratificare i vari trattati anche perché fu la città nella quale prese corpo la Croce Rossa.Nel 1864 furono dodici le nazioni che diedero il via a un soggetto che tuteli gli individui in costanza di conflitto, questo prese la denominazione di “Trattato di Ginevra” dal nome della città in cui fu ratificato tale accordo. Agli stati originari nel 1882 si affiancarono gli Stati Uniti, poi via via si innestarono altre nazioni fino ad arrivare al 1906 quando a Ginevra venne abrogata la convenzione originaria per dare corpo a un trattato più completo e complesso. Questo prevedeva la cura più umana dei feriti degli eserciti in lizza e a tale proposito s’introdusse l’estensione per i feriti nelle aree marittime e il soccorso dei naufraghi, le navi ospedale e le unità costiere di salvataggio; naturalmente queste devono esporre una croce rossa su campo bianco. Tale convenzione venne abrogata nel 1907 con la ratifica di quella dell’Aja.Inoltre vi fu l’approvazione della Convenzione del 1926 per la messa al bando della schiavitù.Nel 1929 si ratificò la Convenzione dove si migliorarono le sorti dei feriti, dei malati e prigionieri dei contendenti.Nel 1949 furono approvate quattro Convenzioni nelle quali venivano migliorate le condizioni dei militari, quelle dei naufraghi e soprattutto erano inseriti i diritti dei civili. A tutto questo si aggiunse un simbolo per rappresentare i popoli di altra confessione religiosa così si fondò la “Mezzaluna Rossa”.Naturalmente in questa sede dove presero il via i diritti di chi ha bisogno in caso di conflitto, si discutono delle altre problematiche che hanno valenza internazionale. A tutto ciò bisogna aggiungere che fra le pieghe di questi trattati si annidano dei fatti incredibili che non staremo qui a commentare ma vogliamo solamente citarne uno emblematico: “attentato di via Rasella” mentre era in corso il 2° conflitto mondiale; in breve. Il 23 marzo 1944 si consumò un attentato, nella su citata via di Roma, a un contingente del reparto Bozen dell’esercito tedesco formato da riservisti altoatesini. Durante la fase d’organizzazione di questo avvenimento, fra le diverse fazioni dei congiurati, vi fu una lunga e combattuta discussione sull’opportunità o meno di metterlo in atto. Il perno del contendere era sulla rappresaglia che la parte offesa poteva mettere in atto. Questo tipo di rivalsa era legittima, e tale fu dichiarata in seguito sia da tribunali italiani che internazionali, in base alla Convenzione dell’Aja del 1907. Nell’attentato perirono 33 militari tedeschi e due civili italiani mentre gli ostaggi fucilati furono 335. Il comandante tedesco, Kappler, che ordinò la rappresaglia fu condannato non per avere fatto fucilare degli innocenti ma per avere sbagliato i conti facendo passare per le armi, per errore matematico, cinque persone in più.
Con ciò vogliamo significare che si possono firmare tutti i trattati di questo mondo ma quello che conta in effetti è “il libero arbitrio”.
Il Presidente
(Dr. Antonio Pizzi)




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