Palermo-Messina: i generali della "coperta" famiglia Basile corrompono funzionati di Prefe
- di Francesco Gangemi
- 8 ago 2016
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Dr. Di Matteo, magistrato senza paura e scrittore, Lei da qualche tempo sta conducendo con brillantezza e rara professionalità il processone cosiddetto “Patto tra Stato e Mafia”. Orbene, è possibile che Lei, dr di Matteo, sia pure per bocca del suo collega dr Tartaglia, non abbia saputo del patto tra “La famiglia Basile e lo Stato?”. Sono certo che nella Procura dei veleni non l’abbiano informato altrimenti una tale insostenibile situazione di potenza e prepotenza sarebbe finita da molto tempo. Comunque, dr Di Matteo, si faccia dire dai vari commissariati di Polizia di quali coperture goda la potente e strapotente famiglia Basile. Sono convinto, se la legge è uguale per tutti e non solo per quei disgraziati che rubano una mela per fame, che presto proprio lei, dr Di Matteo, frantumerà il circuito nevrotico cui gode la famiglia Basile di modo ché forse sarà sconfitta la mafia strisciante alla guisa di serpenti velenosi. La famiglia Basile ha un patrimonio immobiliare incalcolabile, ha già conquistato su “misura”non solo la vigilanza dell’aeroporto di Palermo, finanche su tutto il territorio nazionale. Non contenta, la famiglia che non perdona, distrugge con i suoi venduti generali, vice questori in pensione e altri importanti pezzi dello Stato, altri istituti di vigilanza sicché sarà la dominazione totale non solo della vigilanza, finanche d’istituti bancari compiacenti e della quotazione in borsa. L’avvocato Rosario invece si diverte a ingravidare le sue dipendenti e poi non riconoscere i figli, a licenziarle minacciandole ricorrendo a metodi mafiosi.
RITORNIAMO A MESSINA
PARTE SECONDA. More solite, la famiglia penetra per poi impossessarsi degli altri istituti di vigilanza servendosi, nella specie, di un generale della G. di F. – si vergogni Formisano! – che pone al comando dell’Istituto “Il Detective”, costituito da persone serie sottoposte a indicibili vessazioni con l’ausilio finanche di alcuni esponenti importanti dello Stato. Fatto sta che dal mese di giugno dell’anno 2010, rientra nella gestione dell’istituto “Il Detective”, il signor Emanuele Corrado Galizia, quale presidente del Consiglio d’Amministrazione essendo egli il titolare della licenza di Polizia. Da quel momento tutti si rimboccano le maniche allo scopo di salvare il patrimonio dell’azienda e il personale dipendente. Fin dall’inizio della tentata bonifica, entra in gioco la vile persecuzione per opera del Formisano e dei suoi adepti in danno del signor Galizia e dei soci che lo sostengono, in particolare dalla coraggiosa signora Corio Daniela. Come accade spesso e malvolentieri nella nostra italiota, le persone che avrebbero voluto salvare la società “Il Detective”, sono inverosimilmente incriminate d'illeciti a causa di una falsa rappresentazione di fatti penalmente apprezzabili, consumati dal generale e dai suoi sgherri. Fatti peraltro riscontrati dalle indagini delegate alla Guardia di Finanza, con informative 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11. Al momento non conosco il contenuto delle informative e, pertanto, non sono nelle condizioni d’esprimere una mia personale valutazione. Accade che la signora Corio e suoi soci subiscano inopinatamente una vera e propria persecuzione sul piano penale e civile essendo stati vergognosamente colpevolizzati per non essersi sottoposti alle indegne manovre dei rappresentanti della famiglia, associati per delinquere solo al fine di lucrare sulla gestione societaria e finanche d’indurre in errore l’autorità giudiziaria. Il mio parere è che la magistratura non potrà mai essere raggirata da quattro delinquenti. Sono stato chiaro? Egli è che nelle informative della P. G. della Guardia di Finanza. è dato leggere: “UNO SPESSORE ANCHE “MASSONICO” TALE DA INDURRE IN ERRORE IL PREFETTO DI MESSINA, ATTRAVERSO LA PRESENTAZIONE DI DOCUMENTAZIONE FALSA, DA PILOTARE I <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> PROCESSI CIVILI IN PROPRIO FAVORE, ATTRAVERSO DOCUMENTAZIONE FALSA E L’UTILIZZI DI TESTIMONI FALSI, NONCHE INFINE DI PILOTARE LA STAMPA LOCALE PER SCREDITARE LE PERSONE A LORO AVVERSE (VEDI ALL. NR.2 INFORMATIVA LUOGOTENENTE GG. FF. SMEDILE GIUSEPPE)”. Accade che il signor Galizia sia vittima di processi sia penali sia civili per illeciti inventati. La magistratura penale, essendo stato il signor Galizia difeso da avvocati corretti, l'ha sempre assolto con formula piena. Nel civile, la correttezza degli avvocati si perde nel tunnel senza uscita dell’infedeltà. Infatti: -non partecipano alle varie udienze civili; -non presentano relazioni tecniche e memorie a difesa nei termini di legge; -non si preoccupano di far deporre testimoni importanti a discapito dei loro assistiti; -non avvisano gli interessati delle udienze, almeno per avere la possibilità di nominare altri difensori; -Ciò ha comportato non sereni giudizi nelle sentenze civili nonostante promosse su falsi presupposti dai denunciati privi della necessaria legalità a proporre azioni di responsabilità. Per tali indecifrabili ragioni, il signor Galizia, è stato in sede civile, addirittura strattonato e cosa più grave gli è stato negato il diritto sacrosanto alla difesa a causa di legali che sarebbero dovuti essere radiati dall’ordine. -Tali persone che non avrebbero potuto svolgere attività professionale, stranamente ma non tanto, non si accorgono di atti falsi che la controparte produce, in particolare, la delibera dell'assemblea del 10.12.2007, con la quale i partecipanti si attestano quote di maggioranza tali che sommate a quelle delle socie opponenti, si giunge paradossalmente al 123% delle quote sociali. -Inoltre, gli infedeli sbagliano nel presentare un'azione di responsabilità, proposta dal signor Galizia Emanuele e dal suo C.d.A. nell’interesse della società in danno dei precedenti amministratori, sulla base della nuova normativa. Attività giudiziaria che sarebbe dovuta essere di competenza del tribunale di Palermo e non di Messina. -i cosiddetti legali di sfiducia non partecipano alle varie udienze civili; -non depositano relazioni tecniche e memorie a difesa, nei termini di legge; -non si occupano di fare ascoltare testimoni importanti a discapito dei loro assistiti; -non avvisano i loro assistiti, perché abbiano la possibilità di nominare altri difensori; -tale modus operandi falsifica le sentenze civili nonostante, mi ripeto, siano state promosse da un’associazione per delinquere il cui stampo sarebbe toccato alla magistratura penale definire. La gravità che è lasciata correre dalla magistratura penale come acqua sul marmo, va ricercata nelle informative della P. G. della Guardia di Finanza delegata alle indagini dalla Procura di Messina, riguardante la disonestà dell’associazione per delinquere nell’ avvicinare pezzi corrotti dello Stato: FUNZIONARI DI PREFETTURA, LO STESSO PREFETTO, PER COME EMERSO DALLE CONVERSAZIONI TELEFONICHE REGISTRATE DALLA P. G., APPARTENENTI ALLE FORZE DELL’ORDINE IN SERVIZIO PRESSO LE SEZIONI DI POLIZIA GIUDIZIARIA, APPARTENENTI ALL’AVVOCATURA DISTRETTUALE DELLO STATO, ALL’UNIVERSITÀ DI MESSINA E ALTRI. Che vergogna signori ministri degli Interni e della Giustizia. Vergogna che ricade pure su di voi che non scendete mai dal vostro piedistallo per controllare le schifezze che imbrattano le periferie d’Italia. Nella specie i corrotti hanno corrotto quanti avrebbero dovuto presiedere agli interessi dei cittadini perbene. Signori ronzini che affollate l’aula di Montecitorio, eccezioni a parte, chi è delegato a tutela degli interessi legittimi delle persone perbene? Forse avete delegato la famiglia Basile?Finanche i legali della parte offesa del signor Galizia e dei suoi soci, a favore dell’associazione per delinquere facente capo a mamma santissima. Dr Di Matteo, chi e quando fermerà la strapotenza della famiglia Basile?
FINE PARTE SECONDA




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